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I principali debutti di JUDENREIN: Roma Teatro Valle - Bucarest Teatro Lucia Sturza Bulandra - Siviglia Teatro El Emperdible - Santiago del Cile Universita' Sala Austin Sire' - Murcia (Spagna) Escuela Oficial de Idiomas - Bruxelles Istituto Italiano di Cultura - Madrid La Fundacion - Vienne (Francia) Teatro de Vienne - Tokio Istituto Italiano di Cultura


Di  Sandra Bianco   Regia  Pino Quartana

JUDENREIN è un lavoro che propone una  lettura "inconsueta" del genocidio, più vicina al ritmo poetico che a quello documentaristico nel senso strettamente storico, lontano da ogni possibile retorica o logoro stereotipo. L'allestimento ha riscosso unanimi consensi che gli hanno consentito un'ampia circuitazione sia in Italia che all'estero.

 

Quattro attori nella penombra  si tolgono gli abiti accumulandoli sul proscenio. Prendono posto per  affrontare i silenzi, i frammenti di testo di un lungo lentissimo prologo,quasi esasperante ma infine significativo nell’esprimere un sofferto, rispettoso avvicinamento ai personaggi. L’Officina Accademia Teatro affronta così il tema dell’Olocausto, un tema di non facile trasposizione scenica: richiamati dal narratore prendono vita due donne, una Kapò e un contadino, innocente spettatore. Penombra e tagli di luce assecondati dal vibrare di basse frequenze, ribadiscono la completa assenza dell’universo concentrazionario. Il racconto scenico si dispiega in un ritmo assolutamente poetico, denso di simbolismi e di evocazioni nelle quali trovano posto la desolazione delle croci, simbolo di esistenze, di vite già spente, o la minacciosa semplicità di una bandiera che si staglia sulla scena con la violenza dei suoi colori. Roberta Sanna  (La Repubblica) 

 

Il lavoro procede attraverso toni sfumati, dove gesti e movimenti portano il segno della lentezza, della misura esasperata, dove gli attori sono statuari, privi di qualsiasi cedimento emozionale: a loro il semplice compito di raccontare, di lasciare che l’emozione coinvolga lo spettatore attraverso le immagini che il testo stesso rimanda. Da qui l’assenza assoluta dell’azione violenta: non un pugno, non un grido, ma solo il polifonico dispiegarsi del racconto.  "Judenrein" è un lavoro minimale dove tutta la narrazione registica prende forma dal suono, dalla musicalità che coinvolge ogni cosa, materiandosi ora della gestualità lenta e cadenzata, ora del ritmico alternarsi dei due narratori reali della messinscena: la luce e l’ombra.  

Carolina Ramos (A B C) Spagna