Di Sandra Bianco   Con Pino Quartana

Testo vincitore del premio Sette Autori Sette Commedie

Pubblicato da Edizioni Erga - Genova

Ripercorrere la memoria per far vivere i ricordi: è questo il senso del racconto di Limerick, un lavoro teatrale incentrato interamente su un percorso narrativo. Limerick, il protagonista della storia, compie una sorta di viaggio interiore che lo porta a rievocare i suoi compagni d’infanzia: Tonino il nocellaro e Cenzino “capavutata”. E’ proprio grazie al racconto dell’amicizia dei tre ragazzini che la storia prende corpo e delinea i caratteri dei tre personaggi: Limerick con la sua paura di deludere le aspettative paterne, Tonino con la sua vita vagabonda da un paese all’altro su un camion carico di caramelle colorate e nocelle americane. E infine Cenzino, la “capavutata” che racconta di visioni di santi e di storie improbabili. Ma Limerick è anche la storia sul mondo adolescenziale di sogni, di desideri e soprattutto di paure legate alla fatica del crescere e del trovare la propria strada, possibilmente senza deludere le aspettative di nessuno. E’ Limerick , narratore di tutto un complesso universo sentimentale, a ripercorrere con il suo racconto i giorni di quella unga amicizia. Così prendono vita il casello ferroviario abbandonato, il campetto di calcio, tutto fangoso e accidentato, i pomeriggi invernali trascorsi a raccontarsi attorno al fuoco del camino del casello. Il linguaggio di Limerick mescola il dialetto lucano ed il lessico familiare all’uso di un italiano volutamente fluente e descrittivo che genera una resa spettacolare giocata su immagini e suggestioni evocate prima ancora che descritte. Limerick è una storia incentrata sulle diverse sfaccettature che può assumere il concetto di “diverso”. La narrazione, basata su un linguaggio volutamente colloquiale e mai limitata dall’argomento che descrive cerca di far vivere l’idea del lavoro: la diversità come normalità diversa, perché come dice uno dei personaggi “E’ solo questione di punti di vista”.