ULISSIDI IN DISARMO
DANTE   GIUSEPPE GRIECO   SANDRA BIANCO
Di Pino Quartana


Nel mito di Ulisse l’antichità greca raffigurò la storia dell’uomo. Il guerriero coinvolto malvolentieri in una guerra disastrosa, che egli riesce a far vincere con un furbo stratagemma; l’uomo che, dopo la guerra, non desidera che ritornare nella sua isola con sua moglie e suo figlio e perciò non si adatta neppure alle circostanze più favorevoli che incontra nel suo viaggio di ritorno; l’eroe che resiste che resiste alle avversità di una sorte maligna e riesce a uscire con la sua intelligenza dalle trappole mortali in cui la sorte lo fa cadere, questo è il personaggio da cui l’ODISSEA ha narrato le vicende e che incarna l’eterno desiderio dell’uomo di vivere nella pace e nella serenità del suo ambiente naturale. Ma c’è anche l’altro mito, quello ricordato da Dante, dell’Ulisse che non si accontenta della pace e dalla serenità familiare ma è dominato dall’ansia di conoscere il mondo e ritorna a viaggiare finché trova la morte nel mondo sconosciuto che è al di là delle colonne d’Ercole. E’ nella pace e nella serenità di una vita tranquilla o nella continua ricerca di conoscenze e avventure nuove, che consiste l’autentico fine e la completa realizzazione dell’esistenza umana? Questo è il dilemma che nasce dagli antichi miti di Ulisse. Questo dilemma sarà poeticamente vissuto nel nuovo lavoro di Officina Accademia Teatro, quella di Ulisse appare sempre di più come la vittoria del NULLA, quel nulla a cui l’uomo si riduce quando dimentica la sua umanità. Un lavoro che è una visione amara del mondo moderno e contemporaneo, teatro di malvagità e di violenza, senza speranza di una rinascita. Pessimismo, dunque; è questa la cifra poetica della nuovo lavoro? Forse no. Sentiamo solo il bisogno di esprimere poeticamente un ammonimento severo sui nostri mali attraverso il teatro e la poesia, perché la poesia è l’espressione più alta e convincente che si possa utilizzare. Giuseppe Grieco Dante Sandra Bianco ci consentono di ricercare attraverso il teatro la realtà umana così com’è, senza illusioni e senza veli. Ma nel finale emerge la fede nascosta verso l’uomo, come di tutti coloro che al NULLA non si vogliono arrendere: Il ritorno di Ulisse è stato un fallimento come molti ritorni dell’uomo per ritrovare se stesso. Ma la ricerca della vita per questo ritorno continua e continuerà sempre, al di là di ogni fallimento o sconfitta.